Sull’Educatore Professionale: medicalizzazione, vocazione, professionalità

Quando, nel 1998, mi sono iscritta al corso di laurea in Scienze dell’Educazione, erano ancora molti quelliEscher - mani che disegnano che non sapevano chi fosse e cosa facesse l’Educatore Professionale. Le obiezioni più frequenti erano: E cosa sarebbe? Quindi è una specie di psicologo? O di assistente sociale? Ma perché serve una laurea per fare questo?

In verità la confusione dilagava anche tra i diretti interessati che frequentavano il corso di laurea; quante volte ho sentito dire “mi sono iscritta qui perché mi piace lavorare con i bambini”. Salvo poi scontrarsi, qualche anno dopo con la realtà del tirocinio, generalmente diversa dall’aspettativa iniziale di un nido d’infanzia… Continue reading