CENERENTOLA…. quel legame eterno con la madre perduta

CenerentolaEbbene, ho visto il film di Cenerentola. Avevo visto anche il film animazione di molto tempo fa. E non posso fare altro che confermare la mia predilezione per le fiabe nella loro versione tradizionale e dispiacermi delle mancanze riscontrabili nelle versioni cinematografiche *.

La fiaba di Cenerentola, tra le più note in assoluto, presente in contesti culturali molto diversi, è una fiaba che parla di molte cose, come è stato ben esplicitato da esperti del settore (vedi Bettelheim a questo proposito). È una fiaba che parla dell’adolescenza e delle fatiche della crescita, delle prove per raggiungere l’autonomia, delle rivalità fraterne, dell’effimero ruolo dell’immagine esteriore per potersi affermare nella vita.

Ma è anche una fiaba che parla del legame indissolubile con la figura materna, anche quando essa non c’è più. È questo è il punto più debole delle versioni cinematografiche (ispirate alla versione di Perrault). Continue reading

Ma l’adolescenza non era una fase di passaggio?

BratzLeggo la definizione di adolescenza: “Fase della crescita dell’essere umano collocabile tra i 12-14 e i 18-20 anni, caratterizzata da una serie di modificazioni fisiche e psicologiche che introducono all’età adulta”.

Anche l’etimologia del termine (dal latino adolescere, ossia crescere) rimanda al concetto di transizione tra due fasi di vita.Ma di certo la definizione tradizionale non corrisponde affatto alla fenomenologia attuale dello sviluppo umano. Quando in aula chiedo semplicemente: quando finisce l’adolescenza? Gli sguardi smarriti e disorientati confermano l’attuale difficoltà a identificare con precisione l’acquisizione della maturità. Continue reading

ANORESSIA, BULIMIA E I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE : Come intervenire quando il cibo è un problema?

La relazione educativa nella cura dei disturbi alimentari il ruolo di genitori, insegnanti, educatori e massmedia di Antonella Bastone, Edizioni La Rondine, Catanzaro (2009)

L’obiettivo del testo è rilevare il ruolo e la funzione dell’intervento educativo su un tema – quello dei disturbi alimentari – ampiamente trattato dalla psicologia e dalla psichiatria, in una prospettiva tradizionalmente sanitaria, ma su cui la pedagogia avrebbe molto da dire. In particolare, la riflessione verte sulle modalità e prassi per la definizione di “buone pratiche educative” (dalla comprensione del significato dei sintomi, alla definizione degli obiettivi educativi, all’orientamento a servizi specializzati).

Il testo raccoglie i risultati di alcune ricerche condotte in alcuni servizi specializzati nella cura dei DCA del territorio piemontese. Viene affrontato anche il tema dei massmedia, della televisione e, in particolare, ai siti internet pro-anoressia, una drammatica realtà di questi ultimi anni, in quanto sostengono l’anoressia come filosofia di vita e che certamente pongono non facili interrogativi educativi

se ti interessa il libro, puoi contattare lautrice Continue reading

I siti internet pro – anoressia: quando l’anoressia diventa filosofia di vita

Fraccalvieri F. - installazione Infini.To (museo astronomia)

Foto di Fraccalvieri Fabio

Da diversi anni ormai, numerose ricerche si occupano di analizzare i siti Web riguardanti l’anoressia e i disturbi alimentari in genere e, all’interno di questi, hanno individuato centinaia di  siti cosiddetti “pro-anoressia”, ossia siti Internet che incoraggiano l’anoressia tra le adolescenti, trasformando così una pericolosa malattia psichiatrica, non solo in un’attuale e allettante tendenza per essere alla moda, ma in un vero e proprio movimento sociale. Continue reading

I comportamenti a rischio in adolescenza

Fraccalvieri F. - acrobata

Foto di Fraccalvieri Fabio

Che cosa accomuna un’adolescente che si riduce ostinatamente al digiuno e un giovane che rischia la vita sfrecciando con l’automobile ad altissima velocità? O ancora un gruppo di amici che si diverte a compiere atti vandalici o che abusa di sostanze psicoattive come alcool o altre droghe?

Tutte queste condotte, apparentemente molto diverse tra loro, sono definite comportamenti adolescenziali a rischio, in quanto hanno la caratteristica comune di poter compromettere nell’immediato o a lungo termine il benessere fisico, psicologico e sociale dell’individuo. Continue reading