Quale “scienza furba” per l’uomo moderno?

In contesti sociali come quelli attuali – definiti complessi, fluidi, mutevoli – ci si domanda spesso quale corpo di conoscenze e di abilità risulti indispensabile oggi per sostenere l’adattamento dell’essere umano e la sua affermazione a livello sociale e professionale. Le richieste formative cambiano continuamente, emergono sempre nuove carenze (nuovi analfabetismi, analfabetismo di ritorno, analfabetismo funzionale) e giustamente ci si chiede come rendere il proprio patrimonio culturale ed esperienziale fruibile ed efficace a lungo termine.

A questo proposito mi piace il concetto di “scienza furba”, coniato e utilizzato da Propp nella sua ben nota analisi delle fiabe. Anche nelle fiabe, infatti, si insiste spesso sulla necessità di acquisire saperi raffinati che consentano di adattarsi in maniera più efficace al contesto: spesso l’eroe che si allontana da casa, incontra nella foresta un maestro (con sembianze di stregone, demone silvano, saggio) che si prende cura di lui e soprattutto gli trasmette qualche forma di arte, conoscenza o capacità magica. Cosa impara l’eroe? Apprende una scienza misteriosa che consente di agire sul mondo della natura in maniera nuova ed efficace, ad esempio trasformandosi in animale o arrivando a capire il loro linguaggio. Se, come Propp, si ritiene che la fiaba tragga origine dal regime dei clan, si tratta davvero di saperi straordinari per un cacciatore, perché consentono di acquisire il controllo sul mondo della natura, rendendo intellegibile ciò che prima non lo era.

D’altra parte lo stesso binomio “scienza furba” risulta particolarmente evocativo: da un lato il termine scienza (con il suo carattere di rigore metodologico), dall’altro l’attributo furbo, che sembra rimandare a qualcosa di più dei saperi obiettivi, ossia a qualche forma di astuzia o intuizione, anch’essa necessaria per la sopravvivenza e l’affermazione di sé.

Varrebbe la pena anche oggi di domandarsi: quale “scienza furba” per l’uomo moderno? Quali saperi e quali abilità dovrebbe possedere l’uomo moderno a sopravvivere e adattarsi al suo contesto?

*Per ogni approfondimento: Antonella Bastone (2017), Le fiabe raccontate agli adulti. Storie di ieri e di oggi per la formazione, ilmiolibro.it (Gruppo Editoriale L’Espresso)