Orientamento e Bilancio di Competenze. Dalla mia esperienza di consulente

alice– Mi dici per piacere che strada devo prendere?
– Dipende più che altro da dove vuoi andare – disse il gatto
– Non m’interessa tanto dove… – disse Alice
– Allora una strada vale l’altra – disse il gatto
– …basta che arrivi da qualche parte – soggiunge Alice a mò di chiarimento
– Oh, questo è garantito – disse il gatto – basta che metti un piede dopo l’altro e ti fermi in tempo.

(Alice nel paese delle meraviglie, Carroll)

Proprio come Alice, catapultata magicamente in un mondo bizzarro e dalle logiche inconsuete, non è così raro incontrare oggi adulti disorientati dalla fluidità e dall’incessante cambiamento delle società complesse, dove trovare soluzioni semplici e lineari sembra difficile, perché molti fattori interagiscono tra loro, producendo incertezza e confusione (Bastone, 2015)*.

Oggi sono sempre meno le decisioni davvero irreversibili. Il mercato flessibile orienta e spesso costringe a soluzioni provvisorie e quasi mai definitive. Collaborazioni lavorative si alternano a ritorni di formazione, spesso inaspettati, ma necessari per colmare carenze che nel frattempo si sono velocemente generate. La tecnologia e l’informatizzazione delle conoscenze procedono a grande velocità facendo apparire superate le novità dell’anno precedente. I saperi acquisiti appaiono velocemente precari e insufficienti e tutti ci parlano, appunto, della necessità di una formazione permanente.

Non tutti riescono ad adattarsi alle richieste e alle aspettative sociali con flessibilità. Il cambiamento, soprattutto in età adulta, può generare forti resistenze poiché comporta comunque una forma di destabilizzazione degli equilibri consolidati in passato.

Sulla base di queste premesse, nascono e acquistano valore i percorsi di orientamento e bilancio di competenze.

Il bilancio di competenze è “una metodologia d’intervento e consulenza in ambito lavorativo e nell’orientamento professionale per adulti. L’obiettivo principale è l’identificazione delle competenze e potenzialità individuali da investire nell’elaborazione e realizzazione di un progetto di inserimento/reinserimento sociale e professionale”. Le sue applicazioni sono innumerevoli: riconoscere le proprie competenze, acquisire un linguaggio adeguato a  comunicarle, aumentare la fiducia in sé e, di conseguenza, offrire più possibilità nel mercato del lavoro.

Il bilancio di competenze mira a recuperare l’apprendimento reale, ossia di ogni esperienza vissuta, non necessariamente acquisita in percorsi formalizzati.  Lungo tutto il corso della vita, infatti, esiste un ambiente d’apprendimento diffuso capace di stimolare apprendimenti significativi, spesso senza che il soggetto ne abbia consapevolezza. Oggi i formatori e gli orientatori sanno perfettamente che tutta questa conoscenza informale (e spesso tacita) rappresenta un bagaglio importantissimo del proprio percorso di vita: occorre aiutare le persone a prenderne consapevolezza, per renderla spendibile nei contesti organizzativi e sociali (Bastone, 2015)*.

Il consulente che si occupa di orientamento e bilancio di competenze dovrà pertanto essere orientato soprattutto alla cura della relazione, per mettere in atto strategie che consentano di produrre consapevolezza. C’è in questo percorso un nucleo intimamente pedagogico, che consiste nell’accogliere l’altro nella sua specificità di esperienza umana per restituirgli un’immagine di sé valida e competente (empowerment, in termini tecnici). Spesso le storie che si incrociano sono storie di sofferenza, dove emergono vissuti di sfiducia, depressione, inadeguatezza che rendono il soggetto incapace di vedere il bagaglio di abilità e conoscenze che comunque ha acquisito nel corso della propria vita.

Ma certamente il consulente deve conoscere e sapersi confrontare con il mercato locale: che cosa offre il territorio in termini di opportunità lavorative e formative? Dove si concentrano le principali richieste? Quali politiche sono state messe in atto dagli enti locali? Mi viene difficile immaginare un “consulente de-contestualizzato”, esperto genericamente in tecniche di orientamento…

Vorrei concludere riportando parte di una mail ricevuta da una giovane donna che ho seguito. Mi pare che sia utile per chiarire un concetto fondamentale: l’obiettivo di un percorso un percorso di orientamento e bilancio di competenze non è il posto di lavoro, ma un processo di chiarificazione e coscientizzazione che è certamente il primo passo per potersi muovere in modo responsabile nella ricerca del lavoro:

Innanzitutto volevo ringraziarti davvero tanto del tuo lavoro, anche se per poche ore, grazie alla mia volontà e alla tua professionalità, ho capito molte cose di più su me stessa e la strada da intraprendere. Ho delle buone notizie (…) Ora vediamo cosa va in porto e cosa no. Ho voluto condividere con te queste notizie, che anche se piccole, per me hanno una grande dimensione.

* Per maggiori approfondimenti, il mio libro “Le fiabe raccontate agli adulti. Storie di ieri e di oggi per la formazione. In particolare, il capitolo su Alice è dedicato all’analisi delle società complesse, mentre quello su Sindibad il marinaio è dedicato all’educazione informale, sempre attraverso la metafora della fiaba.