Dall’anoressia all’apporessia…quando le applicazioni informatiche diventano complici dei DCA

Questo curioso termine (che non ha certo alcuna valenza nosografica scientifica) ha cominciato di recente a circolare, prevalentemente in rete, e a diffondersi nella terminologia di chi si occupa di disturbi del comportamento alimentare.
Come facilmente intuibile, sta a indicare un fenomeno di recentissima diffusione tra coloro che hanno necessità di controllare il proprio peso corporeo, ma che, ahimè, rischia di diventare una pericolosa forma di dipendenza tecnologica tra chi del controllo del peso ha fatto la propria ragione di vita.
Come ho diffusamente rilevato nei miei studi su questo tema, i disturbi del comportamento alimentare stanno attraversando in questi ultimi anni cambiamenti significativi che ne hanno delineato una nuova fenomenologia.
A questo proposito, il già citato fenomeno dei siti pro-Ana * ha segnato definitivamente un punto di svolta nella storia di queste patologie: l’anoressia nervosa, e le altre patologie alimentari associate, rischiano di divenire, un pericoloso fenomeno di massa, dove la ricerca della magrezza estrema assume i caratteri di una moda giovanile, di un fenomeno trendy, a cui milioni di giovani aspirano, un modello di vita rappresentativo di una specifica subcultura giovanile.
Oggi, le moderne applicazioni informatiche forniscono un nuovo strumento di controllo, come ben testimoniato da una paziente anoressica, inserita in uno specifico programma di recupero:
“Ho scoperto l’esistenza di app che rendevano immediati i miei conteggi. C’era quella per i cocktail, quella con le info sui singoli prodotti dei supermercati…E poi ne ho trovate altre ancora più efficaci: per aggiornare in tempo reale il diario alimentare giornaliero; per calcolare, in base alle calorie introdotte, quanto moto dovessi fare ogni singolo giorno (…). Nello smartphone le avevo salvate in modo che non potessero essere viste dagli altri”.

La flessibilità, la facilità di utilizzo, la disponibilità di accesso rendono particolarmente attraenti queste applicazioni soprattutto per chi ha fatto del cibo la propria idea ossessiva, intrappolato in un circolo vizioso da cui è difficile uscire.
Come sempre, non ci sono risposte pronte, ma solo molti interrogativi (educativi, esistenziali e sociali) che si aprono, oltre alla consapevolezza che il disagio sociale cambia la propria forma, seguendo le evoluzioni delle culture.

Testi di riferimento:
Bastone Antonella (2009), La relazione educativa nella cura dei disturbi alimentari. Il ruolo di genitori, insegnanti, educatori e massmedia, Edizioni La Rondine, Catanzaro

*Siti Internet che sostengono l’anoressia come filosofia di vita, attraverso decaloghi, suggerimenti pratici e blog che esplicitano come controllare il senso della fame, procurarsi il vomito e velocizzare il dimagrimento