Come nasce una lezione…

20150121_141344In procinto di preparare un corso sul ruolo delle emozioni nei processi di apprendimento, rivolto a insegnanti di una scuola primaria, lo sguardo mi cade sul foglio del mio block notes che ha registrato fedelmente tutti i passaggi mentali necessari alla pianificazione delle lezioni. La vista di questa pagina – segnata da colori e caratteri diversi, frecce, riquadri e postille – mi induce una meta–riflessione sui passaggi che inevitabilmente attraverso  nella pianificazione di un percorso formativo.
Perché, certamente, nessuna buona lezione si improvvisa…tutto ciò che va in scena in aula è il precipitato visibile di un attento lavoro di selezione dei contenuti, individuazione e reperimento di fonti bibliografiche, scelta dei materiali e strumenti formativi più adeguati[1], in relazione al contesto e ai destinatari. Continue reading

“Da grande voglio fare niente, come te”. L’immaterialità’ del lavoro nelle società complesse

Questa è la risposta data da mia figlia alla banalissima domanda su cosa le piacerebbe fare da grande. A fronte di una mia prima reazione di sconcerto, ho provato ad indagare un po’ più analiticamente nelle sue rappresentazioni mentali chiedendole:
“Che lavoro fa mamma?”Torino - parco della Colletta
“Niente”.
E papà?
“Niente”.
Bene, la risposta è chiara. Tuttavia la bambina è ben consapevole che i suoi genitori abbiano una vita professionale fuori casa, se non altro, per l’organizzazione, spesso complicata, di turni che ci impegnano nei vari accompagnamenti scuola – casa – attività ludiche e sportive.
Poi, una sua riflessione mi suggerisce che il problema non sta nella definizione della professione, ma nella sua descrizione, perché le mancano le parole per descrivere, appunto, un processo di lavoro che sfugge alle sue capacità di rappresentazione:
“Anzi, voglio lavorare col computer”.
A fronte, di professioni sempre più immateriali, che non costruiscono un prodotto concreto, ma attivano e realizzano servizi, il rischio è proprio quello di confondere il processo di lavoro con lo strumento, il computer appunto. Ma, il computer ha mille altre funzioni, spesso e volentieri non professionali.
Mi sono venute in mente le parole di un orafo, intervistato nel corso di un progetto a sostegno dell’artigianato, orgoglioso di lavorare in casa e poter mostrare al figlio l’intero processo del suo lavoro, dall’ideazione, lo schizzo su carta, alla contemplazione dell’oggetto concluso.
Nelle attuali società complesse, le professioni sono spesso sempre più immateriali e può essere difficile descrivere un processo di lavoro che sfugge alle logiche tradizionali di una catena produttiva.
Eppure, abbiamo bisogno di parole per descrivere quello che facciamo, per aiutare le nuove generazioni (e non solo…) a elaborare rappresentazioni chiare e condivisibili dei nostri processi di lavoro.

Fare formazione, per me

Fare formazione è una professione che mi “fa sentire a casa”.
Tuttavia il solo termine “formazione” appare sempre un po’ riduttivo rispetto alle tante funzioni assolte in aula: trasmettere contenuti, stimolare cambiamenti conoscitivi, orientare percorsi cognitivi, interpretare riflessioni, suscitare processi di scoperta. In sintesi, curare il processo trasformativo dell’apprendimento.
Penso ai tanti gruppi avviati, guidati, anche un po’ accuditi, e alla fine congedati. È il processo di questo lavoro, è il senso dell’educare, un’esperienza di accompagnamento che non è per sempre, ma solo per un pezzetto di strada.

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GIOCHI, FILM, STORIE, ESERCIZI: LA CASSETTA DEGLI ATTREZZI DEL FORMATORE

Le mie recenti esperienze d’aula, come formatore formatori, mi hanno sollecitato alcune considerazioni metodologiche sulla gestione d’aula che ho pensato di sistematizzare, dato che l’interesse per gli strumenti formativi è sempre piuttosto alto. strumenti della formazioneCome è ben noto fare formazione è qualcosa di  diverso dalla didattica tradizionale: tutti noi abbiamo certamente in mente esperienze formative a cui abbiamo partecipato come allievi che ci hanno interessato, o addirittura entusiasmato, e altre che hanno sortito effetti ben diversi…
Ci si domanda spesso se una buona formazione sia il risultato di un dono naturale del docente (“è portato”), di un colpo di fortuna (“era l’aula giusta…”) o, più semplicemente di un metodo sperimentato e acquisito.

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Agricoltura sociale: un promettente incontro tra mondo agricolo e mondo sociale

Oggi il settore agricolo è un ambito professionale che sta assumendo un volto sempre più innovativo e multifunzionale, capace in alcuni casi di proporre una risposta realistica all’attuale crisi dei mercati, attraverso l’offerta di una molteplicità di prodotti che arricchiscono l’offerta tradizionale e soprattutto la proposta di servizi alla collettività che rendono il mondo agricolo una vera palestra di innovazione sul territorio.

Un ambito di recente e interessante sviluppo è quello dell’agricoltura sociale che vede la collaborazione tra le imprese agricole e il mondo della cooperazione sociale, delle associazioni e delle istituzioni. Continue reading

Ciak si gira! Il video curriculum per incontrare le aziende *

Il video CV rappresenta uno strumento sempre più diffuso per la ricerca attiva del lavoro, a cui candidati, agenzie per la ricerca del lavoro e aziende stanno prestando un’attenzione crescente negli ultimi anni.

Per un giovane il video CV è sicuramente un’opportunità aggiuntiva di presentazione alle aziende: è bene infatti ricordare che non dovrebbe sostituire del tutto il classico curriculum su modello cartaceo, ma stimolare l’interesse dell’azienda ad approfondire nel dettaglio il percorso personale del candidato, rintracciabile, appunto nel CV tradizionale. Continue reading

L’arte in aula

Amo profondamente l’arte. In genere non mi lascio sfuggire le esposizioni o le mostre temporanee ospitate dalla mia città o quelle che posso cogliere mentre viaggio. Ma soprattutto l’arte mi sembra una splendida opportunità formativa da portare in aula.

Da tempo siamo a conoscenza degli effetti benefici che l’arte infonde ai suoi fruitori o di come il linguaggio artistico consenta l’espressione di sè attraverso la proiezione di vissuti interiori e la comunicazione simbolica delle proprie emozioni. Continue reading

Quando i giovani riscoprono l’artigianato

Foto di Fraccalvieri Fabio - Fiera dell'artigianato Ceresole Reale

Foto di Fraccalvieri Fabio – Fiera dell’artigianato Ceresole Reale

Da qualche anno sono coinvolta, in qualità di ricercatrice, in progetti finalizzati alla valorizzazione delle professioni tecnico-manuali che hanno l’intento di riscoprire il mondo dell’artigianato e soprattutto di comunicare ai giovani gli elementi di attrattività e di attualità di molti mestieri tradizionali [1].

In questi anni abbiamo incontrato e intervistato giovani produttori agricoli, giardinieri, pasticceri, panettieri, cuochi, macellai, sarti, fabbri, falegnami, orafi che ci hanno raccontato in cosa consiste il loro lavoro e che cosa è cambiato nel tempo, perché questi mestieri, per quanto artigianali, non sono più quelli di una volta. Continue reading

Disoccupazione e formazione. Rimettersi in gioco per trovare una nuova strada

Fraccalvieri F. - installazione Officine Grandi Riparazioni

Foto di Fraccalvieri Fabio

Tra i problemi economici e sociali più significativi di questi ultimi decenni vi è sicuramente la disoccupazione. Il mercato del lavoro ha subito delle profonde modificazioni, tra cui il calo del tasso di attività, la tendenza verso la flessibilità occupazionale e la diffusione capillare di  modalità contrattuali atipiche, come i contratti a tempo determinato, occasionale, a tempo parziale.  Un aspetto rilevante consiste nella diffusione trasversale del fenomeno della disoccupazione e il conseguente coinvolgimento di fasce professionali molto ampie e diversificate tra loro, in possesso di  esperienze, professionalità e livelli di competenze molteplici. Continue reading