Il GGG di Roald Dahl: la paura può essere anche un gigante buono

Per me il nome di Roald Dahl si associa ad una precisa immagine: lo scaffale della biblioteca di paese della mia infanzia, dove stavano riposti i libri dell’autore che prendevo ripetutamente in prestito e di cui ricordo soprattutto le pagine consumate dalle mani di tanti bambini. 

Del GGG ho visto il film recentemente e mi vengono in mente alcune osservazioni che credo valga la pena di condividere, soprattutto quando la cosiddetta letteratura per l’infanzia (spesso svalutata o faticosamente accreditata al livello di “letteratura seria”) è in grado di darci dei suggerimenti così chiari che difficilmente potremmo spiegare in maniera più diretta. Continue reading

Parole che nutrono

aLe storie nutrono.

Libri, romanzi, racconti, fiabe soddisfano un bisogno primario che non è così lontano da quello nutritivo. Si potrebbe dire, due forme di oralità che rispondono ad esigenze di sopravvivenza comuni, seppur apparentemente diverse. Quante volte ascoltando o leggendo una storia usiamo termini legati all’alimentazione? Una storia si divora, si assaggia poco alla volta, si assapora, si gusta fino in fondo o magari ci lascia con l’amaro in bocca.  Continue reading

L’amore delle tre melagrane: quando la passione incontra la purezza

Può la passione coniugarsi con la purezza? L’eros con l’innocenza? Il rosso con il bianco? Melagrana

Nella fiaba abruzzese “L’amore delle tre melagrane” raccolta da Calvino, anche nota guarda caso con il titolo “Bianca come il latte rossa come il sangue”, sembrerebbe proprio di sì. Non solo: la fiaba ci parla dell’Eros come generatore di vita. È una fiaba ricchissima di simbologie legate ai colori, ai frutti, ai cosiddetti simboli metabletici.

Un figlio di re, tagliando la ricotta, si ferisce a un dito e una goccia di sangue finisce sulla ricotta (per rimanere sul piano metaforico, si tratta di una fecondazione simbolica: il rosso del sangue incontra il bianco della ricotta). Il bianco rappresenta simbolicamente la purezza e l’innocenza, mentre il rosso è il colore della passione erotica e delle emozioni forti. Di fronte a questa immagine, il principe dice: “Mamma, vorrei una donna bianca come il latte e rossa come il sangue”. Ma la madre e altri personaggi che incontra nella sua ricerca sono perentori: “Chi è bianca non è rossa, e chi è rossa non è bianca”. A buon intenditor poche parole, insomma. Purezza e passione sono inconciliabili. Continue reading

La mia intervista per MilkBook: Fiabe classiche, ecco perché dovremmo leggerle ai bambini

Ecco il testo della mia intervista per MilkBook, anche visibile quiBastoneAntonella

Quali sono le caratteristiche che rendono le fiabe classiche così amate nel corso dei secoli? Perché faremmo bene a leggere e narrare senza timori fiabe anche dure e crudeli ai nostri bambini? Perché molti adulti, invece, propongono versioni edulcorate delle fiabe antiche? Lo abbiamo chiesto ad Antonella Bastone*, pedagogista e formatrice che ha dedicato studi e ricerche approfondite su questi argomenti.

Ciao Antonella, cosa ti affascina in particolare delle fiabe classiche? Perché le ritieni importanti dal punto di vista pedagogico? Continue reading

La Fiaba è morta! Parola di Andersen… (o forse no)

Arcimboldo8 - El bibliotecarioUna fiaba poco nota di Andersen, intitolata “I fuochi fatui sono in città, disse la Vecchietta del Pantano” rappresenta un’interessante meta-riflessione sulla fiaba come prodotto letterario e culturale, che merita la stessa dignità e considerazione di ogni altra forma di letteratura seria e impegnata. La Fiaba – di cui si parla appunto sempre in maiuscolo – è destinata a non esaurirsi nei tempi moderni, in quanto espressione diretta e autentica dell’umanità.

Tuttavia, in questa storia l’importanza della fiaba viene argomentata attraverso un gioco ambivalente di asserzioni tra interlocutori che contemporaneamente ne sostengono e abbattono il suo valore, dando vita a raffinati ragionamenti dimostrativi e metaforici.

La fiaba inizia così: “C’era un signore che una volta  sapeva tante nuove fiabe, ma ora le aveva esaurite, diceva; la Fiaba, che da sola veniva a far visita, non veniva più a bussare alla sua porta; e perché non veniva?”. Nel protagonista ci sembra di intravedere lo stesso Andersen che forse si confronta con i rischi di perdita di ispirazione creativa… Continue reading

CENERENTOLA…. quel legame eterno con la madre perduta

CenerentolaEbbene, ho visto il film di Cenerentola. Avevo visto anche il film animazione di molto tempo fa. E non posso fare altro che confermare la mia predilezione per le fiabe nella loro versione tradizionale e dispiacermi delle mancanze riscontrabili nelle versioni cinematografiche *.

La fiaba di Cenerentola, tra le più note in assoluto, presente in contesti culturali molto diversi, è una fiaba che parla di molte cose, come è stato ben esplicitato da esperti del settore (vedi Bettelheim a questo proposito). È una fiaba che parla dell’adolescenza e delle fatiche della crescita, delle prove per raggiungere l’autonomia, delle rivalità fraterne, dell’effimero ruolo dell’immagine esteriore per potersi affermare nella vita.

Ma è anche una fiaba che parla del legame indissolubile con la figura materna, anche quando essa non c’è più. È questo è il punto più debole delle versioni cinematografiche (ispirate alla versione di Perrault). Continue reading

Frozen: da figlia diversa a donna moderna

Aldilà dell’incredibile fenomeno commerciale, la storia di “Frozen: il regno di ghiaccio” merita alcune riflessioni educative, anche in virtù di alcuni elementi di novità che emergono e che si allontanano dai topos delle fiabe tradizionali. Elsa frozen

Elsa, la protagonista della storia, è innanzitutto una bambina diversa, una figlia diversa. La incontriamo all’inizio del film dotata di un curioso potere, solo apparentemente affascinante, ma che si rivelerà profondamente invalidante. L’origine della sua diversità sta nella difficoltà a gestire le emozioni (per intenderci, competenza emotiva): le folate di ghiaccio e neve che produce sono infatti conseguenza di emozioni forti che non riesce a controllare e che, oltre ad evidenti potenzialità ludiche, sono responsabili anche di pericolosi effetti distruttivi.  Continue reading

Le fiabe raccontate agli adulti. Storie di ieri e di oggi per la formazione

copertinaIIIIl mio libro: “Le fiabe raccontate agli adulti. Storie di ieri e di oggi per la formazione”*. Dedicato a:


*  chi ama le fiabe e pensa che possano ancora insegnare qualcosa, anche agli adulti 

* chi per professione (insegnanti, formatori, educatori…) ritiene che le storie, sia le fiabe della tradizione che i racconti più moderni, possano essere uno strumento di lavoro utile in aula o più in generale nelle attività di formazione, orientamento o consulenza

    Dalla quarta di copertina: “Il compito di chi oggi si occupa di formazione è certamente complesso, come complessi e articolati sono i contesti in cui si colloca l’azione formativa. Ma come orientare chi ha il compito di formare oggi giovani e adulti? Le storie –  sia le fiabe della tradizione che i racconti moderni – possono insegnare qualcosa e soprattutto possono insegnare anche agli adulti. Attraverso l’adozione suggestiva della metafora e di un linguaggio simbolico diretto ed efficace, le fiabe possono aiutare l’adulto, e gli adulti che si occupano della loro formazione, ad orientarsi nella complessità attuale, suggerendo risorse, soluzioni creative o semplicemente nuove chiavi di lettura della realtà e di se stessi.

Il libro ripercorre idealmente il ciclo di vita dell’individuo: la nascita, l’adolescenza, la relazione di coppia, la genitorialità, la formazione, il tempo libero e il lavoro. Le tappe e gli eventi significativi del ciclo di vita sono analizzati attraverso il supporto di molteplici fiabe, tra cui la Sirenetta, Il Mago di Oz, Peter Pan, Alice nel Paese delle Meraviglie, Cappuccetto Rosso, Sindibàd, La Gabbianella e il Gatto, Frozen  e molte altre ancora“.

INDICE:

Introduzione

C.1 Narrare fiabe e racconti agli adulti che apprendono

C. 2 Venire al mondo. Le parole per nascere

C. 3 Fiabe per crescere. Affrontare i grandi tabù dell’adulto: maturità sessuale, sofferenza, morte.

C. 4 Verso l’età adulta, o quasi. Peter Pan, il bambino che non voleva crescere.

C. 5 Una parentesi cinematografica: Frozen e il regno dei ghiacci. Un modello di leadership femminile

C. 6 Stare insieme. Una sfida per eroi valorosi

C. 7 I doni del mago di Oz per la formazione

C. 8 Il paese delle meraviglie. Ovvero orientarsi nelle società complesse

C.9 i sei che si fan strada per il mondo e altre storie di team building

C.10 La gabbianella e il gatto. Motivare al cambiamento

C. 11 Imparare  dal viaggio e dalle esperienze di vita. Sindibàd il marinaio

Conclusioni

Bibliografia

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