“La felicità è”….. a lezione dai Trolls

Ho appena visto il film Trolls e, aldilà delle perplessità innescate da una visione tutta improntata all’eccesso (un tripudio di colori fluorescenti, forme spumeggianti, balli e musiche altosonanti…), qualche riflessione me la porto a casa.

Innanzitutto abbiamo di nuovo una protagonista femminile, ma di questo avevo già parlato a proposito di Frozen, i tempi cinematografici e della narrazione infantile sono sufficientemente maturi per proporre protagoniste che si battono eroicamente per grandi valori. Bene, cosa ci comunicano questi piccoli Trolls? Li incontriamo inizialmente come effervescente comunità improntata ad una vita puramente edonistica, ma evidentemente una soluzione esclusiva di questo tipo non è destinata a durare per sempre. Le peripezie che incontrano sottendono una ricerca più profonda, addirittura sul senso della felicità! Ecco a mio avviso i principali apprendimenti: Continue reading

CENERENTOLA…. quel legame eterno con la madre perduta

CenerentolaEbbene, ho visto il film di Cenerentola. Avevo visto anche il film animazione di molto tempo fa. E non posso fare altro che confermare la mia predilezione per le fiabe nella loro versione tradizionale e dispiacermi delle mancanze riscontrabili nelle versioni cinematografiche *.

La fiaba di Cenerentola, tra le più note in assoluto, presente in contesti culturali molto diversi, è una fiaba che parla di molte cose, come è stato ben esplicitato da esperti del settore (vedi Bettelheim a questo proposito). È una fiaba che parla dell’adolescenza e delle fatiche della crescita, delle prove per raggiungere l’autonomia, delle rivalità fraterne, dell’effimero ruolo dell’immagine esteriore per potersi affermare nella vita.

Ma è anche una fiaba che parla del legame indissolubile con la figura materna, anche quando essa non c’è più. È questo è il punto più debole delle versioni cinematografiche (ispirate alla versione di Perrault). Continue reading

Frozen: da figlia diversa a donna moderna

Aldilà dell’incredibile fenomeno commerciale, la storia di “Frozen: il regno di ghiaccio” merita alcune riflessioni educative, anche in virtù di alcuni elementi di novità che emergono e che si allontanano dai topos delle fiabe tradizionali. Elsa frozen

Elsa, la protagonista della storia, è innanzitutto una bambina diversa, una figlia diversa. La incontriamo all’inizio del film dotata di un curioso potere, solo apparentemente affascinante, ma che si rivelerà profondamente invalidante. L’origine della sua diversità sta nella difficoltà a gestire le emozioni (per intenderci, competenza emotiva): le folate di ghiaccio e neve che produce sono infatti conseguenza di emozioni forti che non riesce a controllare e che, oltre ad evidenti potenzialità ludiche, sono responsabili anche di pericolosi effetti distruttivi.  Continue reading